Truffa del falso carabiniere, identificato e denunciato il presunto autore
Solvay(Rosignano, Livorno) 28 ottobre 2026
Tra gli attuali fenomeni che destano maggiore attenzione, le truffe sono oggetto di azione costante di contrasto da parte dei Carabinieri del Comando Provinciale di Livorno. Il connubio costante di informazione della popolazione unito all’azione costante di polizia giudiziaria tesa al contrasto dell’odioso fenomeno ha restituito risultati importanti. In tale contesto, proprio a Cecina, è stato evitato l’ennesimo reato ai danni di una donna del posto ed in particolare una recente indagine condotta dai Carabinieri della Stazione di Rosignano Solvay che, a conclusione accertamenti, hanno identificato e denunciato il presunto autore di un raggiro ai danni di una signora residente in zona. La truffa, infatti, questa volta non è andata a segno. A farla fallire sono state la lucidità e la prontezza di una donna di Cecina, che ha ricordato proprio i consigli ricevuti dai Carabinieri durante uno degli incontri organizzati sul territorio per mettere in guardia gli anziani dai raggiri. La predetta vittima era stata contattata telefonicamente da un sedicente carabiniere che, paventandole di essere al centro di un’indagine, dapprima le chiedevano informazioni sui conti correnti posseduti e sulle giacenze, quindi le intimava di recarsi in banca e di fare un bonifico su un determinato iban al fine di evitare di perdere il proprio denaro. La donna, persuasa della buona fede dell’interlocutore, si è recata presso l’istituto di credito per disporre il bonifico richiesto, ammontante ad oltre 14 mila euro. Quando, però, l’interlocutore ha appreso che la vittima avrebbe disposto un bonifico ordinario, ha cominciato a fare pressioni sulla stessa affinché tornasse subito in banca per disporlo istantaneo; facendole sorgere sospetti, che poi si sono rivelati giusti quando, all’atto di avvertire il 112, l’interlocutore avrebbe tentato di spaventarla con delle minacce di ripercussioni gravi della criminalità organizzata se non avesse seguito le sue indicazioni. Grazie alla diffusione di informazioni ai cittadini della provincia, in ottica di prevenzione delle truffe alle fasce vulnerabili, è conseguito il ravvedimento della vittima con l’immediato intervento di una pattuglia dei carabinieri che è giunta a casa della donna, che ha preso definitivamente contezza di essere stata vittima di un raggiro e ha annullato appena in tempo l’operazione bancaria. Da questo episodio sono partite immediate indagini dei carabinieri che, seguendo anche il flusso del denaro ed incrociando tutti gli elementi raccolti, sono risaliti all’identità di un 45enne campano, gravato da precedenti specifici, che è stato denunciato all’AG di Livorno per tentata truffa.
Questa volta la vittima non si è lasciata convincere. Ha interrotto la trattativa ed ha chiamato il 112 NUE chiedendo l’intervento dei Carabinieri di Cecina, dove ha raccontato quanto accaduto e formalizzato la denuncia. Una truffa sventata soprattutto grazie alla prevenzione. Ed è proprio questo uno degli obiettivi degli incontri che i Carabinieri organizzano ormai da tempo nei Comuni e nei luoghi di aggregazione dell’hinterland di Cecina, come in tutta la provincia di Livorno, rivolgendosi soprattutto alle persone anziane per spiegare come riconoscere i segnali di pericolo, quali sono gli stratagemmi utilizzati dai truffatori e, in via prioritaria, cosa fare quando arriva una richiesta apparentemente credibile ma anomala. Incontri che in questo caso hanno dimostrato concretamente la loro utilità. La donna ha riconosciuto il meccanismo, e, ricordandosi delle raccomandazioni ricevute, invece di seguire le istruzioni del sedicente militare, ha scelto di verificare direttamente con l’Arma presente nel suo territorio. La conoscenza e la prevenzione hanno così impedito che il tentativo si trasformasse in una truffa consumata.
A tal riguardo i Carabinieri ribadiscono un principio fondamentale, che deve essere sempre presente:
un vero Carabiniere:
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NON chiede mai denaro a una persona, per nessun motivo;
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NON chiede bonifici, non chiede ricariche, non chiede contanti e non chiede mai la consegna di gioielli, monili o altri oggetti di valore;
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NON esistono procedure investigative per le quali un cittadino debba consegnare i propri risparmi o i propri preziosi a un appartenente alle Forze dell’ordine;
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NON chiede al telefono di effettuare operazioni bancarie per mettere al sicuro il denaro, verificare un conto o collaborare a un’indagine.
Di fronte a una telefonata di questo tipo è importante non farsi condizionare dalla paura, dalla fretta o dall’autorevolezza con cui l’interlocutore si presenta. I truffatori possono conoscere nomi, indirizzi, abitudini e perfino utilizzare numeri telefonici apparentemente riconducibili a uffici pubblici o alle Forze dell’ordine. Non bisogna fidarsi soltanto del numero visualizzato sul display. Il consiglio nonché la regola cui attenersi per prevenire deve sempre essere:
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non consegnare denaro o preziosi, non effettuare bonifici, non comunicare codici bancari o credenziali e non seguire le istruzioni ricevute al telefono. In caso di dubbio, bisogna interrompere la comunicazione e contattare direttamente il 112, oppure recarsi presso la più vicina Stazione dei Carabinieri.
E soprattutto, ricordano dall’Arma, non c’è nulla di cui vergognarsi nel chiedere aiuto o nel verificare una richiesta. I truffatori puntano proprio sull’agitazione e sull’isolamento della vittima. Parlare con un familiare, con un vicino o direttamente con i Carabinieri può fare la differenza.
