Cronaca 17 Giugno 2026

Turismo, Pieragnoli: “Servono regole equilibrate, ma in provincia di Livorno non c’è emergenza overtourism”

Livorno 17 giugno 2026 Turismo, Pieragnoli: “Servono regole equilibrate, ma in provincia di Livorno non c’è emergenza overtourism”

La recente modifica alla legge regionale sul turismo, che amplia il numero dei Comuni toscani autorizzati a intervenire sugli affitti brevi e sulle attività ricettive extra-alberghiere, riaccende il dibattito sul ruolo dei bed and breakfast e delle locazioni turistiche nel sistema dell’accoglienza.

Secondo Federico Pieragnoli, il tema va affrontato con equilibrio, evitando generalizzazioni che rischiano di accomunare realtà profondamente diverse tra loro.
“Comprendiamo le ragioni che hanno spinto la Regione Toscana a fornire nuovi strumenti ai Comuni. In alcune città d’arte o in determinate destinazioni ad altissima pressione turistica esistono effettivamente problemi di reperibilità degli alloggi per i residenti, aumento dei prezzi immobiliari e trasformazione del tessuto urbano. È corretto che le amministrazioni locali possano disporre di strumenti per governare questi fenomeni”.

Pieragnoli sottolinea però che gli effetti degli affitti brevi non sono uguali in tutto il territorio regionale.
“Il rischio è applicare la stessa lettura a contesti completamente differenti. Quando si parla di overtourism si pensa a realtà dove la pressione turistica supera la capacità di assorbimento del territorio, incidendo sulla qualità della vita dei residenti. In provincia di Livorno, salvo situazioni molto circoscritte e stagionali, non siamo di fronte a uno scenario di questo tipo”.

Per il direttore di Confcommercio Livorno i bed and breakfast e le altre forme di ricettività diffusa hanno contribuito negli anni ad ampliare l’offerta turistica e a intercettare nuove tipologie di visitatori.
“Queste strutture hanno consentito di valorizzare immobili esistenti, di portare presenze anche nei piccoli centri e di diversificare l’offerta. In molte località costiere e dell’entroterra rappresentano un’integrazione al sistema alberghiero e non necessariamente un’alternativa in concorrenza diretta”.

Un aspetto che Pieragnoli considera fondamentale riguarda proprio il rapporto tra le diverse tipologie ricettive.
“In provincia di Livorno non registriamo una contrapposizione strutturale tra alberghi, campeggi, residence, agriturismi, B&B e locazioni turistiche. Ogni formula risponde a esigenze differenti della domanda. Il turista che sceglie una struttura alberghiera spesso cerca servizi che un appartamento non offre, mentre chi opta per una locazione breve ha aspettative diverse. Per questo parlare di concorrenza diretta e generalizzata rischia di essere fuorviante”.

Secondo Pieragnoli il vero obiettivo deve essere quello di garantire regole uguali per tutti, contrastando eventuali abusivismi e assicurando standard di qualità elevati.
“La sfida non è mettere una categoria contro l’altra, ma garantire trasparenza, sicurezza e correttezza del mercato. Dove esistono problemi specifici i Comuni devono poter intervenire, ma occorre evitare interventi indiscriminati che finirebbero per penalizzare territori nei quali il turismo rappresenta una risorsa fondamentale e dove non esistono fenomeni di saturazione”.

Il giudizio finale resta quindi improntato alla prudenza.
“Le nuove norme possono essere uno strumento utile se applicate con buon senso e tenendo conto delle peculiarità locali. La Toscana è una regione molto diversificata e ciò che può essere necessario in alcune città ad altissima pressione turistica non è automaticamente necessario in aree come la provincia di Livorno, dove oggi non si registrano fenomeni significativi di overtourism e dove le diverse forme di ospitalità convivono senza particolari squilibri”.

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