Un anno di cielo in un solo fotogramma, l’immagine di Luciano Milianti
Livorno 25 settembre 2026
Un anno di cielo racchiuso in un solo scatto: il mio anno passato a fotografare le stelle da un piccolo osservatorio in Toscana
Dodici notti di riprese di Luciano Milianti (astrofilio livornese) distribuite su dodici mesi, fuse in un’unica immagine che racconta il cambiare delle stagioni attraverso il movimento delle stelle
C’è un punto, nel cielo sopra la campagna pisana, che per un anno intero non si è mai spostato. È la Stella Polare, e attorno a lei, notte dopo notte, tutte le altre stelle hanno tracciato dei cerchi. Ho un piccolo osservatorio permanente a Orciatico, e ho trascorso dodici mesi a fotografare esattamente questo fenomeno — il risultato è un’immagine che sta facendo parlare di sé negli ambienti dell’astrofotografia amatoriale: un unico fotogramma che condensa un anno intero di rotazione celeste.
Cos’è, tecnicamente, uno «star trail»
Il fenomeno alla base del progetto è noto agli appassionati di cielo notturno come «star trail», scia stellare: si tratta dell’effetto ottico causato dalla rotazione terrestre, che fa apparire le stelle in movimento lungo archi concentrici quando si scatta una lunga esposizione — o, più spesso, quando si combinano centinaia di scatti brevi in un’unica immagine finale. Più la camera resta puntata a lungo verso il cielo, più gli archi si allungano.
Io, però, non mi sono fermato a una singola notte. La stragrande maggioranza degli star trail che si vedono online racconta poche ore di posa. Con questo lavoro ho voluto fare un salto di scala: non raccontare una notte, ma dodici mesi di cielo, condensati in un’unica immagine.
Un anno di lavoro, notte dopo notte
Il progetto è nato attorno a una camera all-sky con obiettivo fisheye, che ho installato in modo permanente nel mio piccolo osservatorio. Uno strumento fisso e automatizzato, che mi ha permesso di raccogliere dodici sessioni di ripresa distribuite tra il 3 novembre 2024 e il 18 ottobre 2025 — quasi una al mese, anche se non con cadenza regolare: ho scelto le date soprattutto in funzione delle fasi lunari, per garantire cieli il più possibile bui.
Ogni notte l’ho prima trasformata nel proprio star trail «parziale»; poi, in un secondo passaggio di elaborazione — uno «stacking di stacking», come mi piace definirlo — ho fuso insieme le dodici immagini notturne in un unico composito finale, con un lavoro di post-produzione lungo e delicato, necessario per bilanciare cieli molto diversi tra loro senza che il risultato apparisse innaturale.
Un archivio di eventi astronomici
Al di là del valore estetico, l’immagine finale racchiude anche una sorta di diario del cielo dell’ultimo anno. Tra le dodici notti di ripresa compaiono, sullo sfondo, alcuni degli eventi astronomici più rilevanti del periodo: le opposizioni di Saturno, Giove e Marte, la rara «parata dei pianeti» di gennaio-febbraio 2025 (quando sette pianeti sono stati simultaneamente visibili), il passaggio di comete come Tsuchinshan-ATLAS, Lemmon e SWAN, un’eclissi parziale di Sole e diversi sciami meteorici, dalle Tauridi alle Delta Acquaridi.
Non tutti questi fenomeni sono riconoscibili a occhio nudo nel composito finale, ma fanno parte del contesto astronomico di ogni singola sessione, che ho documentato con precisione insieme all’immagine.
Un progetto raccontato passo passo
Ho pubblicato il progetto, insieme a un articolo di approfondimento che ne spiega la tecnica di ripresa e di elaborazione, una versione annotata dell’immagine con le principali stelle e i pianeti identificati, e uno strumento interattivo per esplorarla, sul mio sito personale:
→ thetimeandspace.it/a-year-of-sky-in-a-single-frame
Guardando indietro a questo primo anno di lavoro, quello che mi interessa di più è quanto la ripetizione sistematica renda visibile qualcosa che normalmente resta astratto: il fatto che il cielo notturno non sia mai davvero uguale a sé stesso, pur ruotando sempre attorno allo stesso perno.

