Piombino 8 Luglio 2022

Usb in piazza a Piombino: “No al rigassificatore senza se e senza ma!”

Usb in piazza a Piombino No al rigassificatore senza se e senza ma!Piombino (Livorno) 8 luglio 2022

“NO AL RIGASSIFICATORE A PIOMBINO SENZA SE’ E SENZA MA!”

Ieri sera, in piazza della Costituzione a Piombino, si è svolta un’assemblea promossa dall’Unione Sindacale di Base.

Molti i lavoratori e cittadini presenti che hanno voluto esprimere ancora una volta la propria contrarietà ad un impianto imposto, come sempre dall’alto, senza alcun confronto con la cittadinanza.

Un infrastruttura altamente impattante anche dal punto di vista ambientale che si va a sommare ad altre decine di impianti inquinanti nella nostra Provincia.

l’Unione Sindacale di Base ha raccolto con favore la proposta di aprire un percorso che possa arrivare alla proclamazione di uno sciopero generale cittadino contro il rigassificatore in tempi brevi.

 

Siamo a disposizione per costruire, con tutta la cittadinanza, tale appuntamento dando il maggior sostegno possibile.

L’ambiguità non ci è mai piaciuta, non stiamo con un piede in due scarpe. Piombino è un SIN (Sito di interesse nazionale) in cui le vere bonifiche non sono ancora iniziate.

Un territorio usato, negli anni, come discarica.

Abbiamo un ospedale che viene smantellato giorno dopo giorno, abbiamo delle acciaierie devastate che cadono a pezzi piene solo di promessa mai realizzate.

Tutto questo dovrebbe bastare per dire NO una volta per tutte. Il nostro territorio ha già dato tanto per quanto riguarda infrastrutture ad alto impatto.

Come è possibile che il più grande rigassificatore d’Italia sia installato in un porto a ridosso delle case quando la normativa prevede una zona di interdizione totale di almeno 3 Km?

 

A Livorno il rigassificatore, che è più piccolo, si trova alla distanza di 12 miglia dalla costa.

Con la sicurezza dei lavoratori e dei cittadini non si scherza.

Il  rigassificatore sarà a circuito aperto cioè l’acqua di mare che verrà prelevata per la rigassificazione verrà reimmessa successive di nuovo in mare con un’alta percentuale di cloro.

Nel golfo di Follonica ci sono impianti agroittici che probabilmente saranno danneggiati irreparabilmente anche dal punto di vista della loro immagine.

Il rigassificatore di Livorno in fatto di occupazione non ha portato nessun guadagno di posti di lavoro.

Le promesse sulle compensazioni tanto sbandierate alla città sono rimaste dentro un cassetto compreso famoso “lo sconto in bolletta”.

 

I cittadini di Piombino e i lavoratori delle acciaierie in questi anni sono stati riempiti di promesse e non ne hanno vista una realizzarsi, anzi una si, l’abbandono della politica di questo territorio.

Non possiamo essere presi in giro nuovamente. Il Ministro Cingolani e Giorgetti devono venire a Piombino e spiegare le loro motivazioni e ascoltare le opinioni dei cittadini prima di posizione un nave rigassificatore nel porto per 2-3 anni che poi diventeranno sicuramente 5 o 10.

SNAM chiede 25 anni di permesso per la banchina del porto, quindi noi non crediamo alle cose dette per convincere i cittadini che sarà una cosa passeggera e di 2-3 anni.

Nel nostro paese le decisioni prese in emergenza e di corsa poi diventano eterne.

Quella nave potrebbe, appunto, allungare la sua permanenza nel nostro porto con conseguenti templi biblici anche per iniziare fare leggi e incentivare a produrre energia green.

Si inizi con il parlare di energie rinnovabili per sanare il gap energetico italiano, fotovoltaico eolico ecc.. fornirebbero più di quel 5% di energia che garantirebbe il rigassificatore. Inoltre questo impianto è “più costoso”.

La doppia trasformazione di stato, da gassoso a liquido e successivamente di nuovo gassoso fa consumare una parte consistente di energia da sommare a quella consumata per il (trasporto su nave). Piuttosto sarebbe necessario il progetto del gasdotto GELSI per far fonte alla scarsità di gas.

L’indipendenza energetica passa dalla diversificazione delle fonti e anche dal contenimento dei costi visto che poi saranno scaricati sugli utenti finali, cioè noi.

Decidere di schierarsi con il NO non vuol dire non guardare al futuro ma capire che il futuro va in un’altra direzione.

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