Cronaca 28 Gennaio 2022

Usb proclama sciopero in porto e mobilitazione in piazza Grande

porto aereaLivorno 28 gennaio 2022

Il sindacato USB Livorno  annuncia che, a sostegno della giornata di mobilitazione contro appalti e licenziamenti,  ha proclamato uno sciopero di 24 ore per tutti i lavoratori del porto di Livorno con la seguente piattaforma.

L’appuntamento generale per la mobilitazione è alle 15 in Piazza Grande

“Il giorno 14 gennaio si è svolta un’assemblea, di fronte al varco Valessini, tra lavoratori portuali e delegazioni del settore logistico e del trasporto.

Nonostante i numerosi incontri sindacali la piattaforma che ci ha portato allo sciopero del 18 e del 19 novembre oggi è più attuale che mai.

In mezzo c’è stata la marcia indietro rispetto allo sciopero nazionale dei porti proclamato, e poi ritirato il giorno prima, dai sindacati confederali. Solo promesse e nessun risultato concreto.

Come Unione Sindacale di Base Sez. Porto non è il momento di lanciare segnali di debolezza o di sconfitta.

Vogliamo invece ripartire dalla nostra piattaforma e ribadire ancora una volta quelle che sono le problematiche che tutti i giorni affrontiamo nei nostri posti di lavoro.

A partire dalla questione della manodopera portuale, delle tariffe a ribasso e la sicurezza.

Per questo motivo abbiamo lanciato una giornata di mobilitazione sostenuta da uno sciopero di 24 nel porto di Livorno per il giorno 29 gennaio.

Parteciperanno delegazioni dei porti di Genova, Trieste, Civitavecchia e Gioia Tauro.

Di seguito la piattaforma inviata a tutte le aziende portuali:

1) Basta tariffe a ribasso negli appalti ex art 16 L 84/94 nel porto di Livorno. Per l’istituzione di una tariffa unica per tutto il settore della manodopera portuale come preludio per la creazione di un polo unico di manodopera ex Art 17.

L’Unione Sindacale di Base chiede maggiori garanzie per i lavoratori sottoposti a continui aumenti dei carichi di lavoro, alla sostanziale “chiusura” di ogni spazio di contrattazione riguardante accordi integrativi aziendali e alle modifiche costanti nell’organizzazione del lavoro.

Misure in tutto o in parte riconducibili al sostanziale abbassamento delle tariffe sugli appalti  che vengono “scaricate” direttamente sui lavoratori e le lavoratrici portuali

 

2) Sicurezza sul lavoro e ordinanza n°9 e successive modifiche.

Istituzione di un presidio medico fisso h24 in area portuale.

Aggiornamento piani di evacuazione e controllo puntuale dei “documenti di valutazione dei rischi” di tutte le società portuali.

Rinnovo RLS di Sito. Stop a qualsiasi deroga o proroga per quanto riguarda l’applicazione della nuova Ordinanza n°9/2014 e successive modiche

3) Basta con la “giungla” dei contratti.

Utilizzo, in ambito portuale del CCNL di rifermento. Unico dei porti per i lavoratori portuali (e attività riconducibili) e CCNL

Logistica e trasporti per tutte gli altri lavoratori presenti nello scalo. Basta appalti a ditte o operative che applicano contratti multiservizi e/o vigilanza privata. USB chiede la pubblicazione di un’ordinanza specifica
dell’Autorità di Sistema in questo senso

4) Stop al lavoro precario e ai contratti a termine nei porti, esiste già un ART 17 istituito a tale scopo.

Con la definizione puntuale
dell’organico porto qualsiasi intervento sulla forza lavoro deve rientrare all’interno di una discussione generale che limiti al massimo qualsiasi disequilibrio e/o contrasto.

5) Introduzione di clausole di salvaguardia per tutti i lavoratori e lavoratrici attualmente in forza a TDT E LORENZINI a seguito della futura aggiudicazione della nuova Darsena Europa.

Garanzie occupazionali per tutti i dipendenti diretti e indiretti di CIN
Tirrenia e Moby

6) Riconoscimento del lavoro usurante per il lavoro portuale
Unione Sindacale di Base Sez.Porto

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