Cronaca 14 Aprile 2020

Usb su trasporto pubblico e diritti dei lavoratori

Livorno 14 aprile 2020 – Il sindacato Usb Livorno interviene su trasporto pubblico e diritti dei lavoratori.

“CTT Nord: vergognosa speculazione! In data 6 Aprile c.m. CTT Nord e Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal, Ugl Fna, hanno espletato l’esame congiunto (come previsto dall’accordo nazionale del 2016) per il ricorso al fondo di solidarietà per il sostegno al reddito del personale delle aziende di trasporto pubblico.

Il verbale del suddetto esame prevede una sospensione/riduzione dell’attività lavorativa del personale “al momento stimabile nella percentuale massima equivalente alla riduzione del servizio, e quindi in circa il 40% fatte salve ulteriori rimodulazioni…”.

Nel dettaglio: “sospensione/riduzione dell’attività lavorativa a livello mensile…” per ben 504 dipendenti tra autisti, personale dell’area tecnica/manutentiva, impiegati e altro.

Tale provvedimento ha “durata prevedibile fino al 31 maggio 2020 e fatte salve eventuali proroghe che saranno nuovamente comunicate”.

Pertanto, presumibilmente a partire dalla metà del corrente mese e almeno fino alla fine del mese di maggio, “nel comune interesse volto alla salvaguardia della stabilità aziendale e delle prospettive di ripresa una volta che l’emergenza sanitaria sarà terminata, onde evitare uno squilibrio economico e finanziario”, su un totale di 1427 dipendenti, ben 504 resteranno a casa col solo sostegno dell’assegno ordinario previsto dal fondo di solidarietà e la conseguente enorme perdita salariale.

Qualora, come probabilmente accadrà, il fondo bilaterale di solidarietà, auto finanziato in buona parte dai lavoratori, dovesse esaurirsi in conseguenza dell’alto numero di aziende che in questa fase vi fanno ricorso in tutto il paese, ci sarà, come previsto dal DPCM del 17 marzo, un intervento economico dello Stato a sostegno.

Altrimenti, come specificato nel verbale dell’esame congiunto, quanto concordato avrà validità anche ai fini del ricorso alla cassa integrazione in deroga, che come sappiamo è interamente finanziata dallo Stato.

In ogni caso, teniamo a sottolinearlo, altro denaro pubblico.

Ci risulta che, malgrado una riduzione di servizio fosse in atto già da tempo, CTT Nord abbia fin’ora percepito integralmente i corrispettivi per il tpl e peraltro, appena pochi giorni fa, è stato approvato in Senato un emendamento che garantisce lo stesso per tutte le aziende del settore fino alla fine dell’emergenza COVID19.

Ciononostante, CTT Nord ha dichiarato la propria indisponibilità a compensare la cospicua perdita salariale dei lavoratori sospesi dal servizio.

Occorre ora ricordare che stiamo parlando di un’azienda che nell’ultimo bilancio ha dichiarato un utile di 3 milioni di Euro (sulla pelle dei lavoratori, con la disdetta degli accordi integrativi), quindi economicamente in stato di salute, e che in tempi brevi dovrà cedere l’amministrazione del servizio al
vincitore della gara regionale per il gestore unico.

Alla luce di tutto quanto sopra, e considerando anche che la quantità di servizio ora resa si è già dimostrata ampiamente insufficiente rispetto alla reale richiesta di mobilità (nelle città molto spesso gli utenti restano alle fermate), benché il verbale sia stato incomprensibilmente sottoscritto da tutti i presenti, noi abbiamo serie perplessità riguardo al presunto stato di difficoltà di CTT Nord in questa fase e alla congruità dell’esame congiunto.

Considerando che CTT Nord, azienda in attivo, ha ricevuto e continuerà a ricevere le stesse sovvenzioni pubbliche a fronte di un risparmio di oltre il 35% del costo del lavoro e di un ulteriore risparmio del 40% di carburante, manutenzione ordinaria e straordinaria, ricambi (qualche milione di euro), ci sembra evidente il tentativo di far cassa nel contesto di un quadro
normativo emergenziale poco discriminante, molto poco vincolante e quasi privo di controlli.

In questi anni CTT Nord ci ha abituato a ogni tipo di nefandezza e non ci sorprende affatto questa ennesima vile speculazione che riteniamo, anzi, degna e coerente conclusione del suo non certo edificante operato”.

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