Uncategorized 22 Giugno 2017

USL: Esami diagnostici, assunzioni, orario continuato, per ridurre liste di attesa

Esami  diagnostici: l’USL e la sua “ricetta” per ridurre le attese.

Esami diagnostici: assunzioni di radiologi, orario aggiuntivo e ricorso alle strutture accreditate per ridurre le liste di attesa.

 

Livorno, 22 giugno 2017 – L’effettuazione di esami diagnostici in strutture accreditate e l’assunzione di medici radiologi, sono le azioni messe in atto dall’ASL per garantire la riduzione delle liste di attesa relativamente alle principali prestazioni diagnostiche e in particolare per le ecografie.

“Proprio per affrontare questa necessità – evidenzia la direttrice generale, Maria Teresa De Lauretis – è già in programma, per il mese di luglio, l’espletamento del concorso per l’assunzione a ruolo di radiologi, di cui almeno 5 sono destinati a Livorno, Cecina e Piombino, sempre confidando di trovare medici disponibili. Purtroppo, in alcune branche, si registra una notevole carenza di specialisti”.

“Le due azioni consentiranno, sia un aumento importante dell’offerta ordinaria di prestazioni, sia lo smaltimento del notevole arretrato accumulato fino ad oggi. Entro i prossimi 6 mesi, ciò permetterà realisticamente, di offrire prestazioni di ecografie e risonanze magnetiche a 3 giorni, secondo il modello “open access”, che dopo le zone dell’ex ASL 5 è, nel frattempo, partito anche in Versilia con pari successo”.

“Il ricorso alle prestazioni ‘aggiuntive’ del personale dipendente, il cosiddetto straordinario super pagato, è già utilizzato nelle zone della ex USL 6 e che verrà ulteriormente autorizzato.

In sintesi tutte le possibili risorse – nuovi medici (se disponibili); ore aggiuntive (nei limiti di legge); risorse esterne – sono necessarie per affrontare con successo, nel territorio della ex ASL 6, il tema delle liste di attesa della diagnostica. Va inoltre considerato che, contemporaneamente, si dovrà far fronte anche alla imminente crescita delle prestazioni di screening mammografico di circa il 60% dell’attività, dovuta all’ampliamento della fascia di età di 10 anni”.

“Ribadisco – conclude Maria Teresa De Lauretis – che non corrisponde assolutamente al vero il fatto che le apparecchiature della diagnostica radiologica siano utilizzate solo per il 25% e, se qualche turno pomeridiano può non essere coperto, ciò purtroppo è dovuto soltanto alla difficoltà a reclutare specialisti radiologi”. (dg)

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