Cronaca 28 Aprile 2017

Vendita Livorno Calcio e situazione stadio: è il momento della chiarezza

Quello che la città deve sapere, nel dettaglio, sono le strategie che l’amministrazione intende attivare, e gli obiettivi che intende perseguire, in caso di vendita del Livorno da parte del gruppo Spinelli.

In merito alle vicende che riguardano la principale squadra cittadina, Buongiorno Livorno ha il dovere di intervenire.

Sia nell’ottica della tutela dei beni pubblici che di quella di un potenziale sia economico che aggregativo, di un Livorno, mai realmente sfruttato nel corso degli ultimi anni.

Il primo punto che questa amministrazione deve chiarire, a tutta la città, è il suo effettivo ruolo in questa vicenda.

Abbiamo visto un sindaco che, nei momenti in cui poteva ottenere un ritorno di immagine, è entrato non solo nei progetti che riguardano il futuro (incerto) dello stadio ma anche nelle trattative della vendita della squadra (con la promozione della cordata della famiglia Ferrari e di un imprenditore livornese).

Nello stesso tempo, proprio il sindaco, nei momenti in cui le cordate promosse non hanno trovato un accordo con il gruppo Spinelli, si è trincerato dietro le classiche parole “l’amministrazione non può nulla in una trattativa tra privati”.

Inutile girarci intorno: l’amministrazione in questa vicenda è implicata oggettivamente, a causa della proprietà degli impianti sportivi, e soggettivamente cioè per l’interesse attivo al cambiamento di proprietà.

Quello che la città deve sapere, nel dettaglio, sono le strategie che l’amministrazione intende attivare, e gli obiettivi che intende perseguire, in caso di vendita del Livorno da parte del gruppo Spinelli oppure di permanenza della vecchia gestione. Nel primo caso ci sono occasioni di rilancio da sfruttare, nel secondo c’è da tutelare un patrimonio cittadino (sportivo ed economico).

Quello che Livorno non deve vedere è una amministrazione incerta, ondivaga e con progetti approssimativi o irrealizzabili.

Il calcio è cambiato e i problemi che ci sono, grossi, non si risolvono con qualche pastorale raccontata ai tifosi o con qualche battuta di Beppe Grillo.

Anche perché, dal punto di vista dell’impiantistica, nell’area non c’è solo il futuro dello stadio ma dell’intera cittadella dello sport.

Allo stesso tempo, la città ha bisogno, attorno al professionismo calcistico, di attivare una fitta rete di progetti sullo sport, che vadano ben oltre l’agonismo, in modo da costruire un patrimonio economico e associativo depauperato da tempo.

In materia ci sono progetti, attivati in altre realtà, che a Livorno mancano e il calcio professionistico può essere un ottimo volano per tutto questo. Ma con una amministrazione, senza una linea chiara, che riesce a incepparsi già sul calendario delle concessioni dell’Amando Picchi, mettendo nella stessa data i playoff e una iniziativa benefica, tutto ciò di cui abbiamo scritto sarà difficile da garantire.

Gruppo Sport Buongiorno Livorno

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