Aree pubbliche 15 Dicembre 2017

Il Vescovo riporta al centro del dibattito lavoro e ospedale (Foto)

Molte le novità emerse nell’incontro organizzato da monsignor Giusti

  • Ad aprile 2018 si insedierà in porto una lavanderia industriale che porterà 80 posti di lavoro;
  • Il flop di Invitalia: “10 milioni stanziati per creare 84 posti di lavoro”;
  • Bacino galleggiante, verso la rimozione d’ufficio della motonave Urania da parte dell’Autorità di Sistema;
  • Da gennaio 2018 una indennità di partecipazione per i disoccupati che seguono i corsi di formazione?
  • Prenotazione visite presso alcuni medici di famiglia, grazie al distaccamento di personale USL

La storia della città lo insegna da diversi decenni: mai sottovalutare il ruolo e le capacità di via del Seminario. Il Vescovo Giusti, a pochi giorni da Natale, mette insieme il diavolo con l’acquasanta e trasforma un semplice incontro tra politica, sindacati e istituzioni in uno dei momenti di dibattito più interessanti dell’anno, sia per contenuti emersi sia per vivacità dello scambio tra platea e relatori.

Apre il dibattito “Cantieri aperti: Livorno si interroga sul lavoro”e mette sul piatto gli argomenti Nicola Sangiacomo, Direttore Ufficio diocesano per la pastorale del lavoro:  “Ospedale e porto sono fermi da troppo tempo. Se andiamo a leggere la cronaca di alcuni anni fa vedremmo descritti gli stessi problemi”.

La parola passa poi al segretario generale  Cgil Fabrizio Zannotti. “Se si pensa di fare le opere pubbliche così come la riparazione della buca per entrare in porto, siamo ben lontani.  Non ci interessa la grandezza delle opere, ma servono piuttosto interventi di un certo tipo che ci consentano di rimanere nei mercati”. Zannotti sottolinea come “Il ritardo nelle opere significa ritardo nell’occupazione. Oggi non ci sono i 500 euro di sostegno e la mobilità in deroga è penalizzante. Abbiamo fatto delle richieste al governo e speriamo in una risposta”. Il contesto è tutt’altro che roseo visto che “I centri per l’impiego hanno abdicato dalla formazione, mentre le agenzie interinali cassano i lavoratori che rifiutano contratti della durata di un solo giorno. E’ tutta una guerra tra parti e in mezzo ci stanno i disoccupati”.
Il segretario generale, interpellato anche sul tema sanità spiega: “Sull’ospedale basta sedersi a un tavolo e decidere cosa fare. A forza di attendere finisce che l’ospedale di Livorno è Cisanello”.
Sul tema porto Zannotti ricorda la cantieristica: “Abbiamo una gara ferma che potrebbe dare lavoro ai disoccupati riqualificandoli”. “Troppi ritardi su troppi temi. Masol però riparte a pieno regime e dopo anni si dovrebbe insediare una nuova attività produttiva, una lavanderia industriale che potrebbe essere operativa già ad aprile.
Uliano Bardini segretario Cisl. “Livorno sta vivendo una situazione complessa in un’area di crisi complessa. I traffici stanno aumentando ma non si vede un aumento della occupazione. Si guardi ad Invitalia: 10 milioni stanziati e solo 84 posti di lavoro ottenuti. Aldilà degli accordi di programma bisogna dare un segnale forte adesso. Noi facciamo tre proposte: fare subito il nuovo ospedale (i soldi sono già stanziati), sbloccare la gara dei bacini, fare le bonifiche nelle aree industriali facendo lavorare qualcuno e preparando così le strutture per nuovi investimenti.

Massimo Provinciali interviene al posto del presidente AdSP Corsini, impegnato alla pre-riunione del CIPE che deve deliberare sulla Strada Statale 398 per il collegamento diretto al porto di Piombino. Il porto non è fermo. Sono stati aperti e regolarmente conclusi cantieri per 200 milioni di euro. Siamo passati da 5000 a 7000 navi. Negli ultimi due anni sono sì aumentati i traffici, ma negli anni della crisi nera non vi era stato neppure un licenziamento collettivo, quindi la crescita attuale si è trasformata in una stabilizzazione dell’occupazione e nel suo miglioramento. Su Piattaforma Europa assisto quotidianamente al dibattito per non chiamarla polemica, ma vorrei partissimo da un dato: senza il piano regolatore portuale saremmo a parlare di nulla”. Provinciali motiva la rimodulazione del progetto Darsena Europa: “La configurazione del 2015 non poteva che essere quella per via delle leggi che obbligavano a un reimpiego del materiale scavato. La normativa attuale sulle opere pubbliche e quella sui dragaggi ci permette oggi di sversare un terzo a mare”. E fa il punto sulle opere: “Sono arrivate 12 manifestazioni di interesse per la progettazione della nuova diga“. “Darsena Europa è un’opera importante e non semplice. Ma è un progetto credibile perché ci sono investimenti anche a terra e sul fronte ferroviario. Sia chiaro: i più interessati a far andare le cose sono il presidente e il segretario dell’Autorità di sistema”. Alla domanda di Netti (Jobson) sullo stato della gara per i bacini, il segretario generale dell’AdSP risponde: “Il galleggiante è rimasto sequestrato dalla Magistratura fino a marzo. In questi mesi sono state fatte attività di verifica dei danni subiti e sussiste una disputa tra tutte le parti. Abbiamo aspettato in virtù di alcuni segnali che lasciavano intravedere un accordo tra le parti. Ma, superati i termini ragionevoli di attesa, è stata inviata una diffida ai tre soggetti a rimuovere la nave Urania,  domattina (oggi, ndr) ci sarà l’ultima riunione con i legali per dare corso alla rimozione di ufficio“.

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La parola passa a Cristina Grieco, per una relazione niente affatto tranquilla. “La formazione è l’asset sulla quale le aziende dovranno scommettere per affrontare la transizione e gestire la flessibilità.  La Regione Toscana supporta la formazione per disoccupati,  la strategica e la territoriale.  Manca però da realizzare il coordinamento con tutti gli operatori, in maniera da evitare episodi di formazione fine a se stessa. Non sempre siamo partiti dal fabbisogno formativo”. “Quando un’azienda si vuole insediare su un territorio – sotttolinea l’assessore regionale – è bene che venga a parlare con noi e le associazioni di categoria. Quello che non possiamo accettare è una azienda sia attiva ma non abbia lavoratori del territorio formati“. “Finanzieremo anche la formazione post-assunzione e quella continua”.  “Sulle aree di crisi ci vuole un correttivo perché non si arrivi alla disperazione;  magari con una indennità di partecipazione per sei mesi a chi si forma. Speriamo da gennaio”.
Dalla platea parte un piccola contestazione: “Metà di noi non prende alcun sostegno!  “A Livorno si organizzano solo corsi di inglese e informatica!!! Ma vi parlate con quelli del Governo??? Di nessuno è mai la colpa e poi noi si prende nel cioppo”. “Se la figlia non mangia poi sono *** amari“. E poi ancora “al centro per l’impiego non sanno nulla. Corsi di livorno non c’è nulla se non ti sposti…“.  L’assessore Grieco risponde: “questo è un problema di rete perché la Regione ha messo le risorse e gli strumenti”.
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Se l’intervento della Grieco non è dei più agevoli, quello successivo di Ina Dhimgjini, assessore al sociale del Comune di Livorno, è ancora più difficile. Viene interpellata circa la posizione del  Comune sull’ospedale. “Il sindaco ha chiesto un incontro con l’assessore Saccardi. C’è una ipotesi concreta sul tavolo. Dobbiamo investire sui servizi territoriali come le case della salute”. Ma l’assessore la prende larga, parla in politichese e per di più si mette a citare dati nazionali. Parte del pubblico si irrita e chiede risposte precise e una risposta chiara. L’assessore deve inoltre incassare il colpo più duro da Suor Raffaella Spiezio: “Dal palcoscenico di Caritas non mi pare sia migliorato il sociale”.
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A complicare il difficile ruolo della Dhimgjini, costretta a parlare a nome del sindaco, c’è proprio la presenza dell’assessore Regionale alla Sanità Stefania Saccardi, brillante nell’eloquio e molto precisa nei dettagli : “scopro stasera che c’è una disponibilità della amministrazione comunale su una mia proposta.  Non abbiamo ancora gli atti amministrativi sullo scioglimento di un accordo precedente (quello su Montenero). L’amministrazione di Livorno ha ancora tre milioni e mezzo stanziati all’epoca per le opere di urbanizzazione della zona non ritenuta idonea”. “Quell’accordo di programma non è stato ancora smentito con gli atti. Noi abbiamo chiesto di chiudere con quell’accordo e stabilire altri accordi. Serve una struttura nuova coi criteri di efficienza per mantenere standard di salute. Se il Comune  pensa che Viale Alfieri sia la localizzazione, facciamo una struttura idonea nuova lì accanto e utilizziamo quel che è possibile dell’ospedale vecchio.  Spero che all’incontro richiesto il Comune di Livorno venga con la disdetta. La posizione della Regione è chiara, quella del comune si fa fatica a capire. La ristrutturazione del vecchio ospedale NON si può fare
E per quanto riguarda i servizi territoriali della sanità: “Il distretto di Fiorentina è inguardabile. Al padiglione 24 può sorgere entro il 2020 una casa della salute, così come anche in via del mare. Porta a terra può essere il terzo punto. La struttura di Fiorentina si può ricostruire in via Gigli”. “Sulle liste di attesa il problema esiste. Abbiamo stanziato risorse per 12mila ecografie, 6000 solo a Livorno”. Ed infine Saccardi conclude: “Stiamo lavorando su una nuova configurazione della prenotazione visite mediche, in modo da renderla possibile dove si prescrivono, distaccandovi del personale”. Interviene una suora che presta servizio in ospedale: “Ci sono zone in cui dobbiamo mettere i secchi in terra quando piove. Non si lavora in condizioni idonee. Ma siamo qui a ripetere le stesse cose dette l’anno scorso”.

Interventi dal pubblico. Si invita a valutare con attenzione la chiusura del termovalorizzatore, ove lavorano molte persone. Si ricorda all’assessore Saccardi che i posti letto a Livorno sarebbero sotto la media prevista e che si devono progettare i servizi in modo da non costringere gli anziani a faticosi spostamenti altrimenti evitabili. Tra il pubblico ci sono anche i vertici di USL.

In platea ci sono molti esponenti PD, tra cui  Sergio Muzi e Lorenzo Bacci. Ma è Francesco Gazzetti a prendere la parola “oggi nelle commissioni è stata approvata la legge di stabilità regionale, e sono stati confermati tutti i fondi sulla piattaforma Europa. Sapete chi ha votato contro? La Lega e M5S”.

Al padrone di casa, Monsignor Giusti, non rimane che chiudere i lavori. Il vescovo ringrazia i presenti e si impegna a monitorare l’evoluzione delle varie vicende. Suggerisce alla politica di rivedere le normative in modo da far lavorare chi prende i sostegni, profughi inclusi (ce ne sono 100 dai trinitari). “La formazione deve preparare al lavoro”.

 

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