Cronaca 22 Febbraio 2026

Via Cambini, Tenerini: “Le istituzioni non si usano per costruire narrazioni comode”

Livorno  22 febbraio 2026 Via Cambini, Tenerini: “Le istituzioni non si usano per costruire narrazioni comode”

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Scontro politico su via Cambini. L’onorevole Chiara Tenerini (Forza Italia) interviene pubblicamente senza entrare nel merito delle misure adottate nell’area, ma sollevando una questione che definisce “molto più grave”.

“Non entro nel merito delle misure adottate su via Cambini. Non è questo il punto. Il punto è un altro, ed è molto più grave”, dichiara Tenerini, puntando l’attenzione su quello che considera un uso strumentale del riferimento al Ministero dell’Interno e alla Prefettura.

Secondo l’esponente di Forza Italia, “è inaccettabile che un sindaco utilizzi il riferimento al Ministero dell’Interno e alla Prefettura in modo strumentale, costruendo una narrazione ambigua che scarica altrove responsabilità e decisioni che appartengono al livello locale”.

Tenerini insiste sul tema del rispetto istituzionale: “Le istituzioni non si tirano per la giacca. Non si evocano per convenienza. Non si citano quando serve per rafforzare una tesi e poi si lasciano intendere come incoerenti quando il racconto cambia”.

Nel suo intervento richiama anche il ruolo del Prefetto, sottolineando che si tratta di “un’autorità dello Stato con poteri propri in materia di ordine e sicurezza pubblica”, che “non agisce per coprire qualcuno, né per essere utilizzato nel dibattito mediatico”, ma “assumendosi responsabilità precise nell’interesse della sicurezza del territorio”.

Per Tenerini, “lasciare intendere che vi siano contraddizioni tra Roma e Livorno, o che decisioni territoriali dipendano da indicazioni ministeriali non ‘considerate’, significa mettere in discussione con leggerezza la credibilità della filiera istituzionale dello Stato. Questo è grave”.

L’onorevole conclude richiamando il ruolo e la responsabilità di chi amministra una città: “Un sindaco rappresenta le istituzioni. Non può permettersi di metterle in discussione quando la narrazione del momento lo richiede. Le istituzioni o si rispettano tutte, sempre, oppure si incrina la fiducia dei cittadini verso lo Stato nel suo complesso”.

E ancora: “La sicurezza non è terreno per giochi comunicativi. La correttezza istituzionale non è un dettaglio. Chi guida una città ha il dovere della chiarezza, della responsabilità e del rispetto. Non della convenienza narrativa”.