Aree pubbliche 5 Novembre 2020

Via Galilei, Perini (Lega): “Unica soluzione cancellare la ciclabile”

ciclabile di via galileiLivorno 5 novembre 2020

Nuova viabilità in via Galilei, le problematiche segnalate dal consigliere comunale della Lega Alessandro Perini e la soluzione da lui proposta

“Un piccolo tratto di via Galilei torna a doppio senso?

Nonostante le pezze dell’Amministrazione comunale, i problemi della pista ciclabile in via Galilei restano.

Infatti i problemi alla circolazione non vengono risolti e per di più spariscono numerosi parcheggi!

L’immagine che segue fa parte degli allegati al progetto della pista ciclabile.

mappa

Le strade che vedete rappresentate in rosso sono quelle che si devono fare carico del traffico veicolare che non può più transitare da via Galilei.

È visivamente evidente a chiunque il costo dell’operazione: per una strada che si chiude molte altre si intasano.

Questo accade perché l’alternativa a via Galilei, che è una strada importante per il traffico cittadino, è rappresentata da infiniti giri per le strade intorno.

Strade che nella maggior parte dei casi sono piccole e strette, quindi non adatte a smaltire un traffico principale.

Parlo per esempio di via della Pina d’Oro, via dei Terrazzini, via Bandi.

Oppure il traffico si concentra su altre arterie cittadine già ampiamente in sofferenza, come via de Larderel o piazza della Repubblica.

Sulla bontà degli studi effettuati ce ne sarebbero da dire di cose, ma tanto i risultati sono sotto gli occhi di tutti noi.

Con questi giri intorno aumentano i chilometri da percorrere e questo significa più tempo perso inutilmente in auto e maggiori consumi.

Danni in termini di tempo, denaro e salute. Dall’altra parte, invece, la ciclabile rimane decisamente sottoutilizzata.

Così a farne le spese non sono solo i livornesi, ma anche l’ambiente.

Ecco che ci ritroviamo davanti ad un incredibile paradosso: proprio l’ambiente, che la ciclabile vorrebbe salvaguardare, è vittima di questa insensata operazione!

Un pastrocchio che chiunque avrebbe potuto prevedere, anche senza spendere i soldi della consulenza esterna commissionata dal Comune.

Quelle che vediamo sono le conseguenze di un ambientalismo perseguito in maniera sentimentalista e non razionale.

È una nuova ideologia, praticata per luoghi comuni (le piste ciclabili) e che prevede risposte banali a problemi complessi.

Per il sindaco la cosa più onesta e seria da fare sarebbe prendere piena contezza del disastro realizzato in via Galilei e cancellare questa inutile e dannosa pista ciclabile.”

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