Via Goito, Viviani ai 200 docenti: «Riconosco la buona fede, temo che siete disinformati»
Livorno 2 settembre 2026
Via Goito, l’assessora Viviani risponde ai docenti: “L’area diventerà patrimonio pubblico”
L’assessora alle Politiche urbanistiche del Comune di Livorno, Silvia Viviani, risponde all’appello sottoscritto da circa 200 docenti, maestre, maestri, educatrici ed educatori.
Il gruppo aveva chiesto di tutelare gli orti urbani di via Goito e di sospendere ogni intervento irreversibile sull’area. Viviani riconosce la buona fede dei firmatari e condivide le preoccupazioni sul cambiamento climatico, sul verde urbano e sulla socialità.
L’assessora contesta però le informazioni alla base dell’appello. “Temo però che siate disinformati”, scrive nella lettera, dichiarandosi disponibile a un incontro con il mondo della scuola.
Secondo Viviani, il confronto dovrebbe valorizzare “il dialogo, la conoscenza, le argomentazioni rispettose dell’altro, la responsabilità, la consapevolezza, i diritti, la verità”.
La proprietà privata e la pianificazione urbanistica
L’assessora precisa che l’area di via Goito appartiene a privati. “Noi non passiamo ai privati alcun bene pubblico”, afferma nella risposta.
Secondo la ricostruzione dell’amministrazione, l’attuale proprietà avrebbe acquistato il terreno all’asta da precedenti proprietari dichiarati falliti. Viviani ricorda inoltre che l’area segue le previsioni della pianificazione urbanistica comunale.
La lettera richiama il regolamento urbanistico approvato dal Consiglio comunale nel 1999. Quel provvedimento avrebbe previsto l’edificabilità di una porzione minoritaria dell’area e la cessione dell’80% al Comune.
Viviani cita anche le modifiche approvate nel 2016 e nel 2017. In quelle occasioni, l’amministrazione avrebbe ridotto leggermente l’edificabilità e avviato un percorso di partecipazione.
Secondo l’assessora, quel percorso avrebbe definito la distribuzione delle aree a parco, le funzioni degli spazi e la localizzazione delle zone destinate agli interventi privati.
Il Piano operativo approvato nel 2025
La risposta si sofferma poi sul Piano operativo approvato dal Consiglio comunale nel 2025. Secondo Viviani, lo strumento conferma la continuità con le precedenti previsioni urbanistiche, introducendo però alcuni correttivi.
Il piano ridurrebbe l’edificabilità e introdurrebbe la possibilità di realizzare alloggi sociali. Inoltre, vincolerebbe a verde pubblico l’80% della superficie territoriale.
La quota interessata ammonterebbe a quasi cinque ettari. L’assessora precisa che il verde dovrà rispettare lo stato dei luoghi e gli obiettivi di adattamento climatico.
Il progetto dovrebbe inoltre salvaguardare le esperienze degli orti urbani. “Non si perderà alcunché se sarà reso possibile un intervento che quegli orti non intende distruggerli ma renderli patrimonio di tutti e di tutte”, scrive Viviani.
La formulazione, riportata integralmente, presenta un errore grammaticale nel testo originale. Il senso della frase, secondo il contesto della lettera, consiste nella volontà di conservare gli orti e inserirli in una gestione pubblica e regolamentata.
Il futuro piano attuativo
Il Comune dovrà ora procedere con un piano attuativo. Questo strumento definirà nel dettaglio gli interventi e gli obblighi del privato attraverso una specifica convenzione.
Viviani indica diversi obiettivi: la cessione al Comune di quasi cinque ettari, la tutela del verde di pregio e l’aumento della biodiversità. Il progetto dovrebbe garantire anche funzioni di rifugio climatico e accessibilità universale.
La convenzione dovrebbe prevedere orti urbani gestiti “nella legalità”. Il documento dovrebbe inoltre garantire la libera fruizione dell’area in condizioni di sicurezza.
L’assessora cita anche possibili percorsi didattici da concordare con le scuole livornesi. Il procedimento comprenderà una fase di partecipazione pubblica.
Successivamente, il Consiglio comunale discuterà e voterà il piano attuativo e la convenzione. I cittadini potranno presentare osservazioni, alle quali il Consiglio dovrà rispondere singolarmente prima dell’approvazione definitiva.
Tre micro-cantieri e l’apertura dell’area
Viviani respinge lo scenario di una trasformazione complessiva dell’area attraverso grandi cantieri. “Abbiamo perciò la volontà di aprire da subito a tutti l’area nella quale saranno realizzati tre micro-cantieri”, scrive.
L’assessora precisa che non ci saranno “ruspe vaganti in tutta l’area”. Secondo la lettera, gli interventi dovrebbero consentire percorsi di educazione ambientale e occasioni di socialità anche durante la fase progettuale.
Il Comune dichiara di poter garantire la sicurezza delle persone e la tutela del verde esistente. Viviani esclude inoltre “scenari apocalittici” legati ai cantieri, all’asfalto e alla possibile inaccessibilità dell’area.
La sistemazione del verde, secondo l’assessora, avrà carattere naturalistico e comprenderà spazi per l’agricoltura urbana.
L’invito al confronto con scuole e associazioni
Nella parte finale della risposta, Viviani sostiene che l’amministrazione abbia già offerto collaborazione ai gruppi informali e all’assemblea degli orti urbani.
“Non abbiamo trovato alcuna reciprocità”, afferma però l’assessora. Il Comune si dichiara disponibile a coinvolgere scuole e associazioni del territorio nella costruzione delle attività educative.
Viviani esclude infine la necessità di elaborare un progetto completamente nuovo. “Noi non ne abbiamo alcuna intenzione e sappiamo che non ve ne è alcuno bisogno”, scrive.
La lettera si conclude con la disponibilità a un incontro diretto con i firmatari dell’appello. L’obiettivo indicato dall’assessora consiste nel superare lo scambio di email e avviare un confronto più approfondito sul futuro dell’area.

