Aree pubbliche 19 Giugno 2017

Villa Fabbricotti, un modello da salvaguardare

Villa Fabbricotti, un parco pubblico vissuto a 360 gradi.

Villa Fabbricotti.

Un parco pubblico vissuto a 360 gradi da bambini, genitori, anziani e sportivi, dove si legge, si ascolta musica e si può pure mangiare.

Questo è ormai il complesso di Villa Fabbricotti, che da area pubblica si è trasformata in una realtà che dovrebbe fungere da esempio; una realtà da imitare e salvaguardare.

Basta una visita in un pomeriggio di domenica, nel quale ci si aspetterebbe di trovarlo deserto a tutto vantaggio del Romito, per avere la prova del contrario.

La conformazione del parco e la consuetudine l’hanno reso una piccola città: nel lato ovest (guardando l’edificio principale) si trovano le aree giochi per i bambini e le parti quiete per il relax e la lettura; sul lato est si trova il chiosco di Brandolini, ormai nucleo di socializzazione trasversale con anziani che frescheggiano, giovani che studiano nel pomeriggio e poi fanno l’aperitivo ascoltando musica dal vivo, tutto questo a pochi metri dall’ampio spazio utilizzato per i compleanni e l’animazione per i bambini (cestini compresi).

A nord si trovano due piccoli bagni, e le aree di allenamento. Il perimetro del parco è utilizzato per chi vuole correre, mentre nella zona sud si trovano panchine, l’ex emeroteca e il campetto da basket (uno di quelli che Morini, Giannone e Graziani vorrebbero riqualificare).  Da non dimenticare, infine, la presenza della biblioteca Labronica e del centro anziani “Bruno Cosimi”, all’ingresso lato piazza Matteotti (o Roma se preferite).

In molti testi e in molti dibattiti viene ripetuto spesso che il modo migliore per riqualificare uno spazio pubblico è “restituirlo” ai cittadini, esattamente quanto accaduto a Villa Fabbricotti.

I giochi garantiscono la presenza dei bambini, il parco invita gli anziani a frescheggiare e la biblioteca (e in parte il vicino museo di scienze naturali) vi porta quotidianamente gli studenti universitari.

Il bar permette infine la fornitura di servizi essenziali, come la ristorazione e quelli igienici (in aggiunta a quelli della biblioteca), oltre a fare in parte da presidio. Anche i padroni dei cani hanno un percorso dove portarli a passeggio.

Villa Fabbricotti è quindi un modello da imitare e anche da tutelare. Da imitare perché è la dimostrazione che anime e generazioni diverse possono coesistere e aiutarsi a vicenda; da tutelare perché l’Amministrazione e la Polizia Municipale non devono trascurarla e correggere fin dall’inizio eventuali comportamenti che potrebbero turbare  questo magnifico equilibrio, a partire dai venditori abusivi per arrivare a fenomeni di  inciviltà che non devono degenerare.

La percezione e la sicurezza passano anche dalla presenza delle forze dell’ordine che richiamino al rispetto delle regole e non consentano la formazione di isole di illegalità poi complicate da arginare.

          

    

 

Livorno 19 giugno 2017.

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