Rubriche 24 Maggio 2022

Weekend e viaggi – Parco delle Biancane: viaggio al centro della terra

Il Parco delle Biancane a Monterotondo Marittimo è sempre aperto e gratuito

Weekend e viaggi – PARCO DELLE BIANCANE: VIAGGIO AL CENTRO DELLA TERRA

Il Parco Naturalistico è una straordinaria area in cui avvengono suggestivi fenomeni geotermici

La Toscana possiede un’anima intima e selvaggia, le infinite sfumature del mare limpido rincorrono la prorompente e lussureggiante natura, è un luogo magico capace di regalare forti emozioni ogni volta che lo si visita.

Il Parco delle Biancane è sempre aperto e gratuito. E’ possibile visitare il parco delle Biancane con l’ausilio di Audioguide noleggiabili presso il Museo Mubia

ACCEDI AL SITO DEL MUSEO MUBIA

 

CONTATTI: E-MAIL: portadelparco@comune.monterotondomarittimo.gr.it

Il Parco è talmente intrigante, avvincente e ammaliante da aver stregato anche il sommo poeta Dante Alighieri che usò alcuni versi nel libro sesto delle Rime per riferirsi a questo territorio magico, suggestivo e quasi lunare della Toscana:

“versan le vene le fummifere acque
per li vapor che la terra ha nel ventre,
che d’abisso li tira suso in alto”

Questo luogo, infatti, ha un’ambientazione tanto surreale quanto “infernale”

La denominazione “biancane” è un toponimo ricorrente in Toscana, indica località in cui affiorano, in larghe aree, rocce o minerali di colore dominante bianco, che contrastano con i circostante verde dei boschi o delle coltivazioni agricole.

Infatti, oltre alle Biancane di Monterotondo, così denominate a causa di vasti affioramenti di diaspri completamente sbiancati dai fluidi geotermici, sono note con il nome di Biancane anche le “crete senesi”, costituite da grandi cumuli di argille plioceniche marine, la cui superficie è bianca per la presenza di estese efflorescenze cristalline di un minerale, la thenardite (solfato di sodio).

Alle Biancane di Monterotondo Marittimo, nei vapori ad alta temperatura, oltre a numerosi altri gas, viene emesso in discreta quantità l’idrogeno solforato (o acido solfidrico).

I vapori chimicamente aggressivi reagiscono con le rocce attraversate, lisciviandole e alterando i minerali di cui sono composte, così i Diaspri normalmente di colore rosso vivo, per la presenza di ossidi di ferro, diventano bianchissimi poichè perdono tutti gli ossidi di ferro che contengono, asportati dai fluidi geotermici.

Diversa è la trasformazione del carbonato di calcio di cui sono composti i calcari, che reagendo con l’acido solfidrico si trasforma in gesso (solfato di calcio); mentre le arenarie (Macigno toscano) e la Scaglia lisciviate, si trasformano in argille plastiche se bagnate, ricche di caolinite e alunite e altri solfati come l’alunogeno.

Alle Biancane, a differenza di quanto accade nel resto della zona geotermica della Toscana centro meridionale eccetto alcune piccole aree localizzate, i fluidi geotermici, surriscaldati presenti nel sottosuolo (aventi temperature, che a basse profondità, superano i 200° C e in superficie fino a 115° C), non trovandosi confinati da alcuna copertura impermeabile, possono raggiungere la superficie dando luogo a vistose manifestazioni endogene naturali, rendendo questa località estremamente interessante e affascinante per i fenomeni che qui, come in nessuna altra località si possono diffusamente e vistosamente osservare.

Delle manifestazioni geotermiche superficiali esiste una precisa nomenclatura:

– Soffioni (localmente detti anche fumacchi): getti di vapore dal terreno asciutto.
– Bulicam: piccole depressioni del terreno entro cui si raccolgono, acque geotermiche e fango, in continuo ribollimento a causa dei gas endogeni emessi dalla sorgente che li alimenta.
– Putizze: emanazioni di vapori con prevalenza di gas idrogeno solforato, caratterizzato dall’odore di uova marce, da cui la denominazione.
– Mofete: emanazioni di gas, soprattutto anidride carbonica, possono essere secche o in depressioni con acqua gorgogliante. Molto pericolose soprattutto se occupano profonde depressioni.
– Lagoni: depressioni del terreno in cui si raccolgono spontaneamente le acque geotermiche portate dalla sorgenti che li alimenta, ricche di minerali disciolti. Vengono alimentati anche dalle acque meteoriche. Spesso la presenza di gas nella sorgente d’acqua geotermica, provoca gorgoglii ed evidenti getti e sbuffi di acqua e vapore che se violenti possono scagliare brandelli di fanghi bollenti a decine di metri di distanza.

COME RAGGIUNGERE IL PARCO DELLE BIANCANE, PERCORSO NATURALISTICO

Il percorso naturalistico di Monterotondo M.mo, denominato “Le Biancane” attraversa aree in cui hanno sede numerose manifestazioni geotermiche naturali, è compresa nell’area anche la zona industriale storica, dove, sino dai primi dell’ottocento si estraeva acido borico dalle acque termali sorgive. Per recarsi alle Biancane, giunti a Monterotondo, si deve svoltare nella strada che conduce al villaggio dei Lagoni, l’incrocio da dove si origina la strada è situato sulla strada provinciale per Suvereto posto a circa 150 metri dalla piazza, in direzione di Suvereto, seguendo le indicazioni per il “Parco delle Biancane”. Imboccata la strada, dopo un centinaio di metri già si notano nel muro di contenimento sulla destra, evidenti fuoriuscite di vapori. Ad una osservazione più attenta si può constatare che alcune pietre calcaree del muretto sono profondamente corrose dai vapori che si sono creati un varco per uscire in superficie, intorno alle bocche di uscita dei vapori si possono osservare consistenti depositi di efflorescenze micro-cristalline di colore bianco grigiastro costitute principalmente da gesso e da solfati di varia composizione. Proseguendo per un centinaio di metri ci troviamo di fronte al “Lagone Cerchiaio”,ne resta una struttura muraria rettangolare, con una lapide che ricorda dove si è originata verso la seconda metà del ‘700 la grande avventura industriale della scoperta e dell’estrazione dell’acido borico. Proprio l’antico lagone Cerchiaio rappresenta il punto di partenza del percorso, dalla parte opposta della strada possiamo ammirare i vecchi lavatoi, caratteristici per i mattoni ottagonali con cui sono costruiti, questi provenivano dalla storia fornace di Vecchienne, nella costruzione realizzata alla meta’ degli anni “30 del ‘900 voluta dal Ministro Giovanni Bestini. Proseguendo si imbocca la strada asfaltata, in salita, che si trova sulla destra del lagone seguendo l’indicazione “MUBIA”, la strada conduce alla vecchia centrale ENEL , (oggi Museo Mubia e centro di accoglienza per i visitatori) e all’inizio del sentiero di visita del Parco delle Biancane. Giunti al piazzale antistante il Museo, sulla sinistra dello stesso è visibile un basso edificio che ospita le apparecchiature per il Teleriscaldamento delle case e per le attività agricole e industriali di Monterotondo Marittimo. Oppure si può proseguire il percorso, imboccando la strada in salita, situata sulla sinistra dell’edificio del Museo. Questa strada porta al piazzale sovrastante, da cui ha origine il tracciato pedonale turistico che percorre tutto il Parco delle Biancane (area sud e area nord).

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