Cronaca 3 Novembre 2020

Autodichiarazioni nelle scuole, la precisazione di un dirigente

scolari alunni scuolaLivorno 3 novembre 2020

Nella lettera che segue, il dirigente scolastico della Direzione Didattica IV Circolo La Rosa di Livorno  risponde alla lettera pubblicata sul tema delle autocertificazioni nelle scuole

“Sono il Dirigente scolastico della Direzione Didattica IV Circolo La Rosa di Livorno, e scrivo in merito all’articolo “Scuola, raffreddori e covid: le linee guida spiegate dai pediatri”, pubblicato sulla vostra testata il 30/10/2020. 

All’inizio dell’articolo, si parla dell “inutilità delle fantasiose AUTOCERTIFICAZIONI ( più propriamente auto dichiarazioni ) fatte firmare ai genitori per le assenze brevi”. 

 

In merito a quanto riportato, si intende specificare che la richiesta di autodichiarazioni da parte delle famiglie non trova riferimento nelle normative attuali, ma liquidare questa richiesta semplicemente come atto “fantasioso” appare sinceramente un po’ ingeneroso.

Certamente tali autodichiarazioni relative allo stato di salute dei figli sappiamo che non hanno un valore legale, ma hanno una ragione logica ed a nostro parere anche una certa opportunità.

Si trattava, infatti, di un modo che le scuole hanno individuato per accertarsi che le famiglie avessero sempre contattato il pediatra in caso di sintomi sospetti covid.

Si richiedeva infatti che la famiglia dichiarasse che nei giorni di assenza il figlio non aveva avuto sintomi e che comunque nel caso avrebbe avvertito il pediatra.

Rivolgersi al pediatra in caso di sintomi o malessere dei bambini è comunque una responsabilità in capo unicamente alla famiglia, ma sappiamo anche quanta pressione ci sia oggi su questi temi, e circolano sì opinioni “fantasiose” sulla natura dell’emergenza che stiamo vivendo.

Non tutti i genitori, infatti, si rivolgono al pediatra in caso di sintomi, temendo che il bambino sia poi sottoposto al tampone. 

Concludo chiedendo che, in articoli come quelli della vostra testata, davvero chiarificatori ed utili per tutti, ci sia sempre l’invito alle famiglie a rivolgersi al pediatra quando appaiano sintomi, perché solo un medico può prendere la decisione più giusta, che sia fare un tampone o no, per il bambino e per la comunità”. 

 

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